Gli anni dal 1910 al 1938

Non è per nulla semplice tracciare un profilo storico dettagliato del Corpo Musicale, soprattutto per quanto riguarda i suoi primi decenni di vita. Venne fondato nel 1910 ad opera dell’allora Parroco di Robecco Don Luigi Brera, con il nome “SANTA CECILIA”, la Santa protettrice dei musicisti. La direzione venne affidata al maestro Giovanni Castiglioni di Magenta e la sua prima sede era situata al numero 2 del Vicolo Marconi. Il Corpo Bandistico assunse un ruolo fondamentale nella vita sociale del paese, in quanto ogni sua partecipazione a feste e manifestazioni diventava motivo e pretesto per momenti di svago e di evasione da quella che era la dura vita dei contadini di allora. A quel tempo le occasioni per ascoltare musica erano molto rare e spesso, sulle allegre note dei valzer suonati dalla Banda, venivano improvvisate vere e proprie danze. Abbiamo delle testimonianze scritte tratte dai diari che Don Luigi Brera lasciò durante il suo ministero a Robecco della presenza del Corpo Musicale a numerose processioni. Si legge infatti in uno scritto del 29 Agosto 1919:
“Festa patronale S. Giovanni Battista. Ore 10,30 terzo segno di Messa solenne. Molto Reverendo Preposto di Corbetta. Processione dalla casa parrocchiale col Corpo Musicale”.

Un altro scritto del 29 Agosto 1920:

“Ore 17 Vesperi Domenicali e processione con fermate a San Maiolo e nell’oratorio Decio. Intervento del Corpo Musicale Locale”.

Anche se il primo nucleo della Banda non era molto numeroso e per di più senza divisa, partecipò attivamente ad incontri e a raduni organizzati dalle bande dei paesi vicini che già a quel tempo vantavano una consolidata tradizione musicale, e ricevette anche numerosi riconoscimenti e premi. Occorre arrivare negli anni ’20 affinché il Corpo Musicale abbia la sua prima divisa. Negli anni successivi alla Grande Guerra, vi fu un notevole incremento dell’organico, forse dettato dal desiderio di dimenticare gli orrori del precedente conflitto e dal desiderio di ritornare alla normalità. In questi anni si hanno le prime notizie a proposito della “Piva” suonata per le vie del paese la vigilia di Natale. Il 14 Luglio 1929, alla presenza delle autorità locali civili e religiose, venne inaugurato il primo vessillo della nostra Banda. Ne abbiamo una testimonianza scritta, tratta dal “Liber Cronicus” parrocchiale compilato dal parroco Don Luigi Ballabio

“In questo giorno colla benedizione del Parroco si è inaugurato il vessillo del Corpo Musicale locale. Ben sette musiche dei paesi circonvicini hanno condecorato la festa”.

Anche le musiche di Robecco si fecero onore. Vi fu anche un banco di beneficenza Pro Corpo Musicale; fu ben organizzato e fruttò un bel gruzzolo di soldi.

 

2a Guerra Mondiale e Dopoguerra

Giungiamo dunque al periodo del fascismo, l’epoca dei Balilla e delle Piccole Italiane. In questi anni difficili il Corpo Musicale non perse comunque la propria identità e continuò a ricoprire il suo ruolo tradizionale, senza traumi, quasi a sottolineare che la musica, quando è fatta con passione, non teme nessun tipo di condizionamento o di strumentalizzazione. A questo periodo risalgono le prime gite organizzate dalla Banda, che avevano come meta località “lontanissime”: Broni, Stradella, Casteggio,… Il tempo passa e le divise si consumano: ne occorre una nuova, che viene inaugurata il 31 Luglio 1938. Leggiamo sempre dal “Liber Cronicus”:

“Il giorno 31 Luglio vi fu l’inaugurazione della nuova divisa del Corpo Musicale. Intervennero sette Corpi Musicali. Boffalora, due di Magenta, Albairate, Corbetta, Cassinetta, Abbiategrasso che tenne concerto nella serata come tutte le altre musiche intervenute si alternarono a dare saggio con pezzo scelto. Grande animazione fino a tarda notte, fino alla una e più, però nessun disordine. Anche il Corpo Musicale dopo lavoro di Robecco ha la sua nuova divisa. La spesa si aggira sulle quattromila lire ci fu pesca di beneficenza che fruttò un bel gruzzolo".

Il triste periodo della guerra con i suoi lutti e i suoi dolori portò la sospensione di molte attività, ed anche la Banda risentì di questo stato di cose. Non si hanno notizie di uscita anche se sappiamo che, negli anni ’44 – ’45, il maestro Castiglioni veniva da Magenta per istruire i nuovi allievi nella sede, che era stata trasferita in un locale delle Scuole Elementari di via 26 Aprile. Con la fine della guerra gli impegni della banda tornarono ad essere quelli consueti. Gli anni che vanno dal ’46 al ’51 vedono infatti la partecipazione del Corpo Musicale a tutte le feste patronali di Robecco e delle sue frazioni (Casterno, Cascinazza, Castellazzo), oltre che a quella delle varie feste religiose e alla festa della “Priàa”.Gli anni del Dopoguerra furono caratterizzati da forti tensioni sociali e politiche ed anche il nostro piccolo paesino risentì di questo clima irrequieto. Nell’Ottobre del 1952 il Partito Comunista organizzò una festa in via Dante ed il Corpo Musicale venne ingaggiato per recarsi a suonare nel pomeriggio. Alla riunione della direzione i pareri erano discordi, ma venne comunque stabilito di partecipare. Oltretutto la data di questa festa coincideva con la processione della Madonna del Rosario. L’allora Parroco Don Ottavio Sironi, che dal punto di vista politico era molto simile al Don Camillo di Guareschi, essendo venuto a conoscenza di questa decisione, durante la Messa del mattino proclamò ufficialmente dal pulpito che chi avesse partecipato alla Festa dell’Unità, sarebbe stato immediatamente scomunicato. La cosa provocò, come è ovvio, un mezzo terremoto: solo dodici musicanti su quaranta si recarono a suonare, ma, in seguito a questo fatto, la direzione si sciolse e la Banda cessò per qualche tempo la sua attività. Alcuni mesi dopo questo increscioso avvenimento, il Corpo Musicale, in seguito alla tenace volontà di Sala Tiberio che, allora come oggi, ne è l’anima trascinante con la sua grande passione e gentilezza, si ricompose. Venne formata una nuova direzione ed il giorno 1 Febbraio 1953 venne emanato un nuovo statuto, nel quale leggiamo:

“Il Corpo Musicale è apolitico e , pertanto, non parteciperà a manifestazioni promosse da partiti politici o loro emanazioni”.

 

Gli anni '50 e '70

Gli anni ’50 segnarono l’inizio di un certo benessere generale: fecero la loro comparsa le prime automobili ed anche le gite della Banda cominciarono ad essere effettuate non più su dei camion, ma con i pullman dell’epoca. Nel 1954 venne organizzata una gita memorabile, con destinazione Cannero, durante la quale, a causa di un disguido tecnico, il Corpo Musicale rischiò un drastica diminuzione dell’organico. A partire dal 1955 la direzione della Banda venne affidata al maestro abbiatense Vaspi Giovanni, mentre della preparazione dei nuovi allievi era responsabile Parmigiani Angelo.

Dopo le vicissitudini del passato decennio, per il Corpo Musicale inizia un periodo, verso gli anni ’60, privo di avvenimenti particolari degni di nota. A partire dal 1966, maestro del Corpo Musicale fu il Cav. Vincenzo Miele, un uomo molto preparato,del quale si ricorda soprattutto l’infallibile capacità di cogliere e correggere i musicisti che avessero in qualche modo sbagliato, o fatto una stecca, senza possibilità di errore. La storia del Corpo Musicale fu un susseguirsi di vicende alterne, di momenti in cui nessuno sembrava provare alcun tipo di interesse nei suoi riguardi e di momenti in cui molte persone volevano entrare a farne parte. La seconda metà degli anni ’60 fu un periodo molto felice, caratterizzato dall’ingresso in Banda di numerosi allievi. In questi anni avvenne, inoltre, avvenne il cambiamento della sede che, dalle Scuole Elementari, venne portata presso il “Circolone”, l’attuale sede della Banca Popolare di Abbiategrasso.

Nel 1971 venne inaugurata la nuova bandiera della Banda. Padrino della manifestazione fu il sig. Maltagliati Sandro, madrina la sig.ra Radaelli Regina. Fino al 1974 il Corpo Musicale era rigorosamente composto da rappresentanti del cosiddetto “sesso forte” ma, grazie all’evoluzione dei tempi, si assiste ad una provvidenziale apertura anche alle rappresentanti del “gentil sesso”. Una campagna promossa dalla Banda per un corso di nuovi allievi vide, infatti, una cospicua corrispondenza di ragazze. La prima donna inserita ufficialmente nell’organico del Corpo Musicale fu Maltagliati Susy. Sorse allora il problema della divisa: quella che fino a quel momento si era utilizzata non era più adatta alle esigenze dei bandisti. Per circa un paio d’anni la Banda restò così senza una divisa ufficiale e l’unico segno di riconoscimento adottato durante le uscite era il cappello. Nel 1976 venne inaugurata parte dell’attuale divisa invernale, composta da una camicia azzurra abbinata a pantaloni e cravatta blu. La giacca attualmente utilizzata verrà introdotta solo alcuni anni più tardi. Dotare il Corpo Musicale di una nuova divisa non fu cosa di poco conto: venne quindi richiesta la “collaborazione finanziaria” del paese. È dal 1975 che la Banda, durante la tradizionale “Piva” del periodo natalizio, raccoglie i fondi che le permettono di far fronte, associati allo stanziamento comunale, alle innumerevoli spese che essa deve affrontare.

Nel 1977 il maestro Scannavacca Gino di Vigevano subentrò al maestro Miele nella direzione del Corpo Musicale e, pochi anni dopo, la sede venne trasferita nell’edificio comunale in via Dante.

Gli anni '80 e '90

Con il passare degli anni anche il repertorio della Banda si adeguò sempre di più ai gusti musicali della gente: fino ad allora i pezzi forti suonati durante i concerti erano costituiti da sinfonie tratte dai capisaldi del Melodramma Italiano (Il Trovatore, La Traviata, Il Rigoletto,…), mentre dalla seconda metà degli anni ’70 si cominciò ad introdurre brani composti da canti popolari, da canzonette e da pezzi di musica jazz. Questo comportò accese discussioni tra coloro che prediligevano un repertorio più classico e coloro che preferivano invece eseguire pezzi più “moderni” e vivaci. Nel 1980 prese la direzione del Corpo Musicale il Cav. Cirielli Onorino, mentre nel 1982 gli subentrerà l’attuale maestro Sala Pietro che, dopo aver frequentato il Conservatorio e aver fatto “gavetta” per diversi anni come musicista, salirà al podio dando un innovativo impulso sia al repertorio che all’organico.