2a Guerra Mondiale e Dopoguerra

Giungiamo dunque al periodo del fascismo, l’epoca dei Balilla e delle Piccole Italiane. In questi anni difficili il Corpo Musicale non perse comunque la propria identità e continuò a ricoprire il suo ruolo tradizionale, senza traumi, quasi a sottolineare che la musica, quando è fatta con passione, non teme nessun tipo di condizionamento o di strumentalizzazione. A questo periodo risalgono le prime gite organizzate dalla Banda, che avevano come meta località “lontanissime”: Broni, Stradella, Casteggio,… Il tempo passa e le divise si consumano: ne occorre una nuova, che viene inaugurata il 31 Luglio 1938. Leggiamo sempre dal “Liber Cronicus”:

“Il giorno 31 Luglio vi fu l’inaugurazione della nuova divisa del Corpo Musicale. Intervennero sette Corpi Musicali. Boffalora, due di Magenta, Albairate, Corbetta, Cassinetta, Abbiategrasso che tenne concerto nella serata come tutte le altre musiche intervenute si alternarono a dare saggio con pezzo scelto. Grande animazione fino a tarda notte, fino alla una e più, però nessun disordine. Anche il Corpo Musicale dopo lavoro di Robecco ha la sua nuova divisa. La spesa si aggira sulle quattromila lire ci fu pesca di beneficenza che fruttò un bel gruzzolo".

Il triste periodo della guerra con i suoi lutti e i suoi dolori portò la sospensione di molte attività, ed anche la Banda risentì di questo stato di cose. Non si hanno notizie di uscita anche se sappiamo che, negli anni ’44 – ’45, il maestro Castiglioni veniva da Magenta per istruire i nuovi allievi nella sede, che era stata trasferita in un locale delle Scuole Elementari di via 26 Aprile. Con la fine della guerra gli impegni della banda tornarono ad essere quelli consueti. Gli anni che vanno dal ’46 al ’51 vedono infatti la partecipazione del Corpo Musicale a tutte le feste patronali di Robecco e delle sue frazioni (Casterno, Cascinazza, Castellazzo), oltre che a quella delle varie feste religiose e alla festa della “Priàa”.Gli anni del Dopoguerra furono caratterizzati da forti tensioni sociali e politiche ed anche il nostro piccolo paesino risentì di questo clima irrequieto. Nell’Ottobre del 1952 il Partito Comunista organizzò una festa in via Dante ed il Corpo Musicale venne ingaggiato per recarsi a suonare nel pomeriggio. Alla riunione della direzione i pareri erano discordi, ma venne comunque stabilito di partecipare. Oltretutto la data di questa festa coincideva con la processione della Madonna del Rosario. L’allora Parroco Don Ottavio Sironi, che dal punto di vista politico era molto simile al Don Camillo di Guareschi, essendo venuto a conoscenza di questa decisione, durante la Messa del mattino proclamò ufficialmente dal pulpito che chi avesse partecipato alla Festa dell’Unità, sarebbe stato immediatamente scomunicato. La cosa provocò, come è ovvio, un mezzo terremoto: solo dodici musicanti su quaranta si recarono a suonare, ma, in seguito a questo fatto, la direzione si sciolse e la Banda cessò per qualche tempo la sua attività. Alcuni mesi dopo questo increscioso avvenimento, il Corpo Musicale, in seguito alla tenace volontà di Sala Tiberio che, allora come oggi, ne è l’anima trascinante con la sua grande passione e gentilezza, si ricompose. Venne formata una nuova direzione ed il giorno 1 Febbraio 1953 venne emanato un nuovo statuto, nel quale leggiamo:

“Il Corpo Musicale è apolitico e , pertanto, non parteciperà a manifestazioni promosse da partiti politici o loro emanazioni”.